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UN SALTO A CASA DI OSVALDO LICINI

“Tutti gli angeli ribelli guardano a te

anima mia – a te – bella silenziosa

che da lontani astri scivolando

qui sei bene venuta

senza timore di umiliarti

nuda come la rosa

nella capanna del mio perduto amore

per associar la tua sorte al mio destino”


Osvaldo Licini

Così recita una delle tante poesie scritte dall’artista di Monte Vidon Corrado, queste eleganti parole furono scritte da Licini per celebrare il suo amore alla luna.

Oggi queste righe sono riportate sulla parete di fondo del Centro Studi Osvaldo Licini proprio nel suo paese natio, ma  non potevamo accontentarci di studiare l’artista sui libri, o girando alla ricerca delle sue opere nei musei, così abbiamo deciso di visitare la casa in cui è nato e vissuto.

Osvaldo chi?!

Siamo certi che non in molti avrete sentito parlare di questo maestro del Novecento, e che qualcuno si sarà posto la domanda nel titolo, perciò proveremo a descrivere la sua vita e la sua filosofia in poche righe comprensibili a tutti.

Osvaldo Licini nasce il 22 marzo 1894  a Monte Vidon Corrado, un piccolo paesino dell’entroterra marchigiano in provincia di Fermo. La madre ed il padre del piccolo si trasferiscono presto a Parigi in cerca della fortuna che, buon per loro, troveranno; la madre infatti diviene direttrice di una casa di moda, mentre il padre lavorerà come cartellonista. Il piccolo Osvaldo invece crescerà con il nonno Filippo.

Nel 1908 Licini si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove incontrerà fra gli altri anche Giorgio Morandi.

Dobbiamo precisare che Licini fu un artista indipendente, non si legò mai ad un movimento artistico e si distinse soprattutto per una poetica singolare, estremamente introspettiva, complessa dal punto di vista dei significati e delle simbologie, forse anche per questo poco compresa dal grande pubblico.

Viene chiamato alle armi e parte per la Prima Guerra Mondiale nel 1915, rimedia una ferita ad una gamba che lo lascerà claudicante per tutta la vita. Durante il suo ricovero conosce Beatrice Müller, un’infermiera svizzera dalla quale avrà Paolo, il suo unico figlio. Nel periodo successivo alla dimissione dall’ospedale si trasferisce a Parigi dalla madre, dove conosce sia Picasso che Modigliani. Fra il 1921 ed il 1926 alternerà alla sua professione di insegnante presso l’Istituto Tecnico Industriale di Fermo, un’intensa attività artistica sfociata in diverse mostre a Parigi.

Agli anni ’20 appartengono le serie dei paesaggi e delle nature morte, è chiara l’influenza degli artisti post-impressionisti nelle opere di Licini, primo fra tutti Cézanne, ma anche Van Gogh, Matisse, Picasso e Modigliani.

La svolta artistica che porterà Licini alla ribalta internazionale si ha con la serie degli “astratti”, risalente agli anni ’30. Le opere di questo periodo vertono su geometrie in bilico, linee nette e colori accesi, guardano all’astrattismo francese ed italiano ma senza aderire mai a tali movimenti.

Intorno al 1938, Licini decide di abbandonare la serie degli “astratti” per dedicarsi a qualcosa di nuovo e personale, intimamente suo. Da questa ricerca introspettiva nascono i dipinti del periodo del “figurativismo fantastico“.

I numerosi “Angeli ribelli” ed  “Amalassunte”, sono un misto astratto di personaggi mitologici, storie fantastiche, credenze popolari e immaginario liciniano. Come da Licini stesso ammesso, egli saliva sul tetto di casa sua ad ascoltare la luna e da quelle conversazioni traeva ispirazione per le sue opere.

La casa Museo

La casa Museo di Osvaldo Licini si trova come abbiamo detto a Monte Vidon Corrado, un piccolo centro sito sulle colline marchigiane della provincia di Fermo.

Il Museo è facilmente raggiungibile in automobile, si trova nel centro storico del paese ed è ben segnalato. Purtroppo le visite sono aperte soltanto il sabato e la domenica dalle 17:00 alle 19:00, gli altri giorni solo su prenotazione. Potete trovare i contatti del museo cliccando qui.

La visita

Siamo stati accompagnati lungo il percorso di visita da un ragazzo del Centro Studi Osvaldo Licini, è stato una guida formidabile oltre che una persona squisita. Il percorso inizia ovviamente al piano terra della casa, in un accogliente entrata la nostra personale guida ci ha rapidamente esposto i fatti salienti della vita di Osvaldo Licini e dell’abitazione, mostrandoci le foto storiche appese alle pareti.

La casa che risale al ‘700 ha subito numerosi restyling negli anni ’30, nelle stanze della stessa si possono ammirare numerosi arredi di diverse epoche e stili aggiunti dalla famiglia Licini nel corso degli anni.

Il piccolo soggiorno al piano terra conserva alcune opere originali del Maestro, sempre al pian terreno, la cucina conserva diversi “pezzi rari”, elettrodomestici svedesi della prima metà del ‘900 posseduti dalla famiglia Licini, grazie soprattutto alla situazione agiata del padre della moglie di Osvaldo.

Alzando lo sguardo, mentre salivamo per la tromba delle scale, ci siamo accorti di un dipinto murale che copre l’intero soffitto, la guida ci ha subito spiegato che Licini lo ha dipinto anche per coprire alcune crepe che si erano venute a formare.

Al piano superiore si trovano le stanze da letto, un ampio bagno e un piccolo studio d’artista. La stanza da letto matrimoniale presenta una parete nera con un grande triangolo bianco proprio sopra il letto a simulare una testiera che si rifà alle Archipitture. Nella stanza da letto singola della figlia adottiva della moglie, Licini si recava spesso per correggere i suoi dipinti grazie all’ottima luce che entrava dalle finestre. Proprio dalle finestre del secondo piano si può godere di un fantastico paesaggio.

Ci è davvero molto piaciuto lo studio dell’artista dove ci siamo trovati ad osservare il cavalletto, la tavolozza di Licini ed i suoi tubetti di colore. Appeso alla parete, conservato come una reliquia si trova il manifesto della XXIX Biennale di Venezia del 1958, dove l’artista venne insignito del Gran Premio per la pittura. Nell’angusto corridoio che conduce al modesto bagno, si trova una scala a pioli che conduce alla terrazza sul tetto, dove Licini si recava per parlare con la luna.

La visita si conclude con le cantine ristrutturate che danno sul cortile esterno, dove periodicamente Licini ospitava riunioni del partito comunista di cui era membro attivo.

Tornando alla biglietteria posta nel Centro Studi Osvaldo Licini, abbiamo ammirato alcune opere dell’artista, soprattutto disegni e poesie.

Periodicamente si svolgono nel Centro Studi e nella casa delle mostre d’arte, la nostra visita è capitata (volutamente) nel periodo in cui si trovavano esposte diverse opere dell’artista contemporaneo Emilio Isgrò.

Se vi piace l’arte dovete assolutamente leggere questo articolo

2 Comments

    • Chellillà says

      Grazie davvero! Ci fa piacere farti scoprire qualcosa di nuovo 😀

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