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IL MAB DI COSENZA: PASSEGGIANDO NELL’ARTE

Testa di Medusa

Vi è mai capitato di proporre un museo come meta per un’uscita e sentirvi rispondere “i musei costano troppo” o “con una così bella giornata perché rinchiuderci?” o ancora “no, preferisco un giro in centro”?

A noi capita spesso ed è frustrante, ma non disperate perché grazie al MAB nessuno avrà più scuse per accantonare l’arte. Non si tratta di una televendita, si tratta di un museo fantastico, non ha entrate, biglietto, orari né arcigne guardie.

A sentirla così potreste pensare “ma è un museo senza il museo?”, non proprio, in realtà il MAB è un museo all’aperto che si snoda attraverso il cuore di Cosenza; in cui De Chirico e Rotella  si stagliano fra stilosi localini e boutique alla moda.

~Se state leggendo questo articolo vi interessa l’arte perciò non perdetevi il nostro articolo sulla →METRO ART DI NAPOLI~

Un po’ di storia non fa mai male

Il titolo del paragrafo dice tutto, ma non preoccupatevi, saremo brevissimi.

Il MAB altro non è che l’acronimo di “Museo all’Aperto Bilotti”, dalla M alla A  tutto bene ma immaginiamo che molti di voi si staranno già chiedendo chi è questo sig. Bilotti, ora ci arriviamo.

Nato a Cosenza e poi trasferitosi negli States, Carlo Bilotti è stato un imprenditore a livello internazionale nel campo della cosmesi nonché, e qui viene il bello, appassionato d’arte e mecenate.

Fra le sue numerose conoscenze, troviamo nomi di personaggi estremamente interessanti come: Dalì, Warhol, Lichtenstein ed altri ancora dai quali aveva acquistato e commissionato numerose opere per la propria collezione.

Dopo la morte di Bilotti avvenuta a New York nel 2006, la sua memoria continua a vivere in questo stupendo dono che ha fatto, insieme a suo fratello Enzo, alla città di Cosenza e alla cultura in generale.


I nostri consigli prima di iniziare

Il nostro consiglio principale è: rilassatevi; il MAB non è sconfinato come il Louvre e non richiede la preparazione di un maratoneta per essere fruito, perciò, prendetevela comoda, godetevi le opere e godetevi anche un po’ della vita mondana.

Se volete programmarvi un percorso di visita ed essere sicuri di non tralasciare nessun’opera, non vi consigliamo né sconsigliamo di scaricare la guida ufficiale completa di una sintetica cartina dal sito Cosenza turismo, in quanto non risulta aggiornata riguardo le opere presenti e soprattutto riguardo la loro posizione attuale.

Ultimo consiglio e forse scontato, se vi trovate a visitare la città nei mesi estivi evitate la visita al MAB durante le ore più calde della giornata, altrimenti potreste avere delle visioni di opere insistenti.


Finalmente al MAB

Noi abbiamo visitato questo splendido museo all’aperto durante la nostra vacanza in Calabria. Soggiornando a Cosenza il MAB è diventata una delle tappe principali, e nonostate la canicola si è rivelata un’ottima scelta.

Il MAB si snoda lungo Corso Giuseppe Mazzini perciò, come abbiamo detto, ognuno è libero di iniziare la visita da qualunque punto; noi siamo partiti da Piazza Bilotti che si trova esattamente all’entrata sul lato nord del corso.

Filosofi guerrieri

Dopo esserci goduti il design di Piazza Bilotti abbiamo iniziato a goderci la prima opera incontrata lungo il percorso, i “Filosofi guerrieri” è un gruppo statuario in acciaio corten realizzato dall’artista Giuseppe Gallo.

filosofi guerrieri

Le figure longilinee rappresentano il modello del dualismo umano fra istinto e ragione. Le gigantesche sagome sono rappresentate nell’istante che precede la danza, il massimo della tensione è riassunta dalla torsione dei piedi contrapposti alla staticità della testa. Il guerriero è rappresentato nella tensione dei piedi e del corpo, il filosofo nel capo chino e assorto nel pensiero.

Non mancano simboli e richiami alla cultura cosentina e calabrese: il lupo della Sila e il toro sibaritide; rappresentano rispettivamente per l’artista l’incarnazione dell’energia istintuale, il bellicoso popolo dei Bruzi contrapposto alla raffinatezza dei Sibariti.

I Bronzi di Riace

Non sono i “veri” bronzi quelli che tutti si aspettano (I Bronzi di Riace originali sono conservati al Museo archeologico di Reggio Calabria).

I Bronzi di Riace

Si tratta di un gruppo scultoreo composto da due figure alte due metri e cinquanta in acciaio smaltato rosso. L’opera elaborata dall’artista Sacha Sosno trae ispirazione dalle silhouette dei bronzi originali, reinterpretando le figure classiche ormai divenute vere e proprie icone Pop.

Il gioco di pieno e vuoto lascia intravedere lo skyline della Cosenza antica incorniciata appunto nei profili rosso fuoco delle celebri statue greche.

Ferro Rosso

Continuando a scendere lungo Corso Mazzini si continua la serie per così dire “rossa” grazie all’opera unica del maestro Pietro Consagra “Ferro Rosso“.

Ferro Rosso

Come si può ben capire dal titolo, si tratta di una lastra in ferro intagliata e dipinta di rosso; il soggetto dell’ opera rappresenta un vorticoso e fluente groviglio astratto composto di linee curve di pieni rossi e vuoti riempiti dallo sfondo multicolore della via. Si tratta di un’opera statica e allo stesso tempo dinamica che cambia forma al variare del punto di osservazione.

Sette di cuori

Ci siamo trovati davanti di nuovo un’opera del maestro Sacha Sosno, in questo caso si tratta di una carta da poker, per l’appunto il sette di cuori, scolpita ed intagliata in una lastra di marmo bianco di Carrara.

Si tratta della diciottesima opera donata al MAB di Cosenza.

Sette di Cuori

L’opera è stata direttamente commissionata dai fratelli Bilotti e rappresenta esplicitamente l’amore dei fratelli per la città di Cosenza. La carta numero sette è in riferimento ai sette colli della città di Cosenza, mentre i cuori rappresentano come da tradizione l’amore.

“Sosno è da considerare senza ombra di dubbio uno dei più importanti scultori e pittori del ventesimo secolo. Nativo di Marsiglia, conobbe Henri Matisse, fino a subirne fortemente l’influenza. Per suo convincimento, le opere di Sosno devono restare sulle strade e sono parte intima di tutto l’urbano e noi abbiamo rispettato il suo punto di vista. Per me rappresenta lo scultore dell’aria, in quanto riesce a creare un effetto particolare che dà anima alle sue sculture. Il Sette evoca i sette colli di Cosenza, ma essendo di cuori non può che testimoniare l’affetto e l’amore per la città che ci ha dato i natali”

Enzo Bilotti

Ettore e Andromaca

L’inconfondibile mano di De Chirico ci dona questa meravigliosa scultura, copia di un’ altra scultura dell’artista a sua volta tratta dal dipinto omonimo;

Ettore e Andromaca, personaggi della mitologia greca le cui vicende sono raccontate nell’Iliade, sono rappresentati nel momento in cui Ettore si accinge a varcare la soglia di Troia per duellare con Achille andando incontro a morte certa.  Consapevole del destino di suo marito Andromaca lo abbraccia teneramente per l’ultima volta.

Ettore e Andromaca

La poetica rappresentativa metafisica di De Chirico sgorga dalla composizione in lega di bronzo patinata soprattutto nella posa rigida dell’Eroe troiano raffigurato come uno dei manichini tipici del Maestro. L’opera però si discosta leggermente dalle classiche opere di De Chirico nella figura molto più realistica e viva di Andromaca.

Il Lupo della Sila

L’artista Mimmo Rotella partì realizzando un bozzetto dell’opera in legno delle stesse dimensioni di quella che possiamo ammirare oggi. L’opera in granito verde esposta al MAB è il frutto dunque della progettazione di Rotella e la realizzazione pratica degli scalpellini di Carrara e Milano.

Il Lupo della Sila

La scultura rappresenta la figura stilizzata composta da linee sinuose del lupo che ulula. Il lupo della Sila incarna simbolicamente la natura aspra e selvaggia della popolazione Cosentina, per lunghi anni il lupo cacciato e ridotto a pochi esemplari torna oggi come messaggero di un’antica cultura.

Testa di Medusa

La fusione in bronzo esposta al MAB è stata realizzata nel 1999 dall’originale di Manzù del 1946. La Testa di Medusa ancorata ad un monolite in marmo bianco si discosta in parte dalla rappresentazione classica della Gorgone, i suoi capelli fluenti non hanno affatto le sembianze di orridi serpenti.

Testa di Medusa

Ciò che richiama la mitologia greca è lo sguardo pietrificante e pietrificato del femminile mostro che osserva lo spettatore penetrandolo con gli occhi. Davanti quest’opera ci si sente inorridire per via dello sguardo diabolico ma allo stesso tempo è impossibile distogliere lo sguardo.

La Grande Bagnante n.2

L’opera in bronzo dell’artista Emilio Greco realizzata nel 1967 venne acquistata da Carlo Bilotti dalla Irving Galleries. La Grande Bagnante n.2 si rifà alla figura della Venere e più in generale ai nudi femminili, tema molto ricorrente nell’arte di Emilio Greco.

Grande Bagnante

La figura racchiude la lezione dell’arte classica greco/romana lasciando trasparire un’attenzione per le figure arcaiche delle veneri antiche. La bagnante altro non è che la moderna rappresentazione di tutte le donne e le seduttrici, la venere moderna che, emergendo dall’acqua, si avvia in una posa plastica e sensuale come simbolo del fascino e dell’amore.

I Paracarri

Troviamo ancora un’opera di Pietro Consagra, questa volta si tratta di un gruppo sculture composto da quattro elementi (Paracarri) realizzati ognuno con quattro differenti tipi di marmo:

  • Grigio in marmo di Bardiglio
  • Bianco in marmo di Arni
  • Rosa in travertino di Toscana
  • Noce in travertino di Siena
Paracarri

All’esterno del gruppo troviamo invece Bifrontale Rosa Scuro di Toscana maggiore rispetto alle altre per volume.

Bifrontale rosa

Secondo la poetica dell’artista la scultura riassume nella forma i tempi della vita contemporanea e la contrapposizione del fare umano con le complicate meccaniche della società moderna.

Le opere che in precedenza erano esposte in Piazza Bilotti, oggi si trovano in cima ad una via laterale di Corso Mazzini. Il tentativo di metterle maggiormente in evidenza creando una sorta di scenario d’impatto, viene smorzato dallo sfondo costituito dalla chiesa Santa Teresa del Bambino Gesù su cui le sculture si mimetizzano.

Il Grande Metafisico

L’opera è una fusione in bronzo patinato e dorato dell’originale scolpita da De Chirico nel 1985. Quest’opera come Ettore e Andromaca testimonia l’inconfondibile stile di De Chirico.

Grande Metafisico

Il Grande Metafisico è rappresentato da un manichino vestito di una toga e circondato da oggetti e simboli dell’antichità classica,  della geometria e della matematica.

I toni bruni del bronzo patinato e dorato si sposano perfettamente con i colori di Cosenza e con lo skyline del centro storico, in una commistione fra antico e moderno.

La Rinascita della Cultura

“L’arte è pace, è profezia.

E quindi dopo la morte c’è la rinascita.”


Mimmo Rotella

Questo è quanto recita la scritta scolpita sul basamento dell’opera dell’artista Mimmo Rotella. A seguito della tragedia dell’11 settembre 2001 il Maestro decide di rappresentare la rinascita della cultura devastata dalla piaga del terrorismo, e lo fa affidandosi ai simboli classici della cultura.

Rinascita della Cultura

Una pila di libri accatastati fusi in bronzo inizia a prendere vita, le pagine si trasformano in ali che spingono i libri in volo, una sintesi del libero pensiero in contrapposizione con ogni tipo di fondamentalismo.

I Grandi Archeologi

Di nuovo ci troviamo di fronte una copia bronzea dell’originale plasmato da Giorgio De Chirico nel 1968.

I Grandi Archeologi

La scultura, come la maggior parte delle opere dell’artista riporta alla luce un passato classico, un legame con la sua indissolubile penisola ellenica. I Grandi Archeologi è un opera ricca di elementi architettonici classicheggianti che vanno a comporre le figure dei due personaggi intenti a riflettere sul passato e sulle radici della cultura.

San Giorgio e il Drago

L’opera del celebre artista Salvator Dalì è una fusione in bronzo ed ottone, si tratta di una delle sette copie dell’originale opera da museo, ed è tratta dal dipinto Saint George et le Dragon del 1977 di Dalì.

San Giorgio e il Drago

La raffigurazione e le pose classiche dei personaggi ripropongono le rappresentazioni antiche della scena mitologica, seppur proponendo una lettura del tutto innovativa. San Giorgio a cavallo non trafigge il male impersonato dal drago, bensì la ragione. Il paladino è infatti il simbolo della critica cieca ed ottusa, festeggiato dalla pulzella sullo sfondo.

Il Cardinale in Piedi

Si erge al centro di Corso Mazzini un cardinale di bronzo alto tre metri, impassibile, imponente, imperscrutabile. Dall’alto del suo piedistallo fissa con sguardo vuoto ogni cosa.

Il Cardinale in Piedi

Giacomo Manzù rimase talmente colpito dalla visione dei due cardinali al fianco del Papa in trono, da volerne rappresentare l’inflessibilità nell’opera originale “Il Cardinale in piedi”. A Cosenza è possibile invece ammirare una delle cinque copie esistenti.

Le Tre Colonne

Nuovamente ci troviamo davanti un’opera di Sacha Sosno, si tratta di un gruppo scultoreo composto da tre lastre di marmo bianco svuotate al centro per creare la silhouette di tre colonne identiche.

Tre Colonne

La poetica dell’artista come avrete capito dopo aver visto le altre opere esposte, gravita attorno allo svuotamento dello spazio per coinvolgere lo spettatore in una ricostruzione mentale del vuoto.

Purtroppo, come potete vedere dalla foto, quando abbiamo visitato Cosenza mancava una delle sculture. Stando a quanto ci hanno riferito, l’opera è stata deturpata accidentalmente.

Testa di Cariatide

Unico esemplare di scultura monumentale dell’immenso Amedeo Modigliani, questa fusione bronzea rappresenta in qualche modo il sunto delle contaminazioni artistiche novecentesche.

Testa di Cariatide

L’opera si colloca all’interno di un panorama artistico rivolto sempre più verso le culture asiatiche ed africane. Il volto della cariatide è infatti rappresentata seguendo la linea stilistica dell’arte africana, incline alle raffigurazioni geometriche e rigide, il volto femminile appare austero ed elegante al tempo stesso.

Elmo Arcaico

Anche noto come “Elmo dei Bruzi”, si tratta di un’opera in bronzo di Mimmo Paladino. La scultura in questione altro non è che un elmo monumentale posto su una vasca d’acqua, l’artista trae ispirazione dalla leggenda di Alarico re dei Goti.

Elmo Arcaico

Nel 410 d.C. le orde barbariche guidate da Alarico, intente ad entrare a Cosenza, furono colpite dalla malaria che uccise lo stesso re. Alarico venne dunque sepolto insieme al suo cavallo, la sua armatura ed il suo tesoro al centro del fiume Busento.

Concludendo

Abbiamo trovato un’ottima scelta fare tappa al MAB di Cosenza durante il nostro viaggio in Calabria, il museo posto al centro del cuore moderno e mondano della città è una vera chicca per gli appassionati d’arte e non, soprattutto grazie ai grandi artisti che hanno contribuito alla nascita di questo luogo.

Lungo il percorso abbiamo trovato, oltre a numerosi negozi per lo shopping, tanti locali come bar, ristoranti e pizzerie, dove poter gustare le tante prelibatezze culinarie di questa regione.

Insomma ragazzi… partite e divertitevi 🙂

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