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MARIO VESPASIANI. UN PASTO PER L’ANIMA

Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di visitare con una guida d’eccezione la mostra di Mario Vespasiani dal titolo “Le Cinque Tigri Mistiche”, in corso nello spazio One Lab Contemporary, per tutto il mese di Febbraio.

Dato che il nostro blog come sapete nasce con l’intento di condividere tutto ciò che sappiamo e ci coinvolge nel mondo dell’Arte, eccoci qua!

Jean Debuffet a Reggio Emilia, una mostra da non perdere, leggete l’articolo.

Il One Lab

Partiti senza sapere cosa aspettarci da questa mostra, rimaniamo totalmente sbigottiti dallo spazio che l’accoglie, è amore a prima vista!

Viene ad aprirci proprio Mario Vespasiani, e ci accoglie calorosamente da buon padrone di casa. Intavoliamo subito un bel discorso partendo proprio dal suo laboratorio/spazio espositivo/biblioteca/luogo di condivisione.

Lo spazio One Lab, di proprietà di Mario, è stato pensato come una sorta di laboratorio aperto al pubblico nel cuore pulsante di Ripatransone (la consigliamo calorosamente, per chi di voi non la conosce).

Si presenta come un ambiente estremamente confortevole e ci siamo sentiti davvero come a casa; sono presenti perfino divani e poltrone in pelle scura dove poter sprofondare durante la lettura di uno fra i numerosi volumi d’arte della biblioteca. Siamo rimasti davvero colpiti da una cassettiera molto particolare, un mobile di un’antica tipografia contenente numerosi caratteri in legno, un pezzo da museo.

Tornando a noi, il One Lab si divide in due ambienti: il retro utilizzato dall’artista come laboratorio vero e proprio e lo spazio espositivo appena descritto.

Le motivazioni dell’arte

Se dovessimo esprimere l’opera artistica di Mario Vespasiani in una parola, questa sarebbe condivisione. Quando vi abbiamo descritto il One Lab abbiamo infatti accennato alla multifunzionalità di questo luogo, concepito proprio allo scopo di condividere la vita, l’arte ed i pensieri.

Mario ci ha raccontato di come sia solito aprire le porte alle persone per mostrare gli stati d’avanzamento del suo lavoro, così da riceve un feedback diretto da ogni singolo spettatore.

Nell’era dei social e del mito della condivisione, in cui l’arte viene consumata come in un fast food, Mario Vespasiani ci porta in prima persona dentro il suo lavoro e ci nutre di Arte. Mario Vespasiani vuole assolutamente rimanere estraneo alle logiche del mercato, ritenendo che l’arte debba prima di tutto trasmettere un’emozione e non essere valutata come merce.

Profondamente ed intimamente legato al territorio, Mario Vespasiani studia e si immerge nelle leggende, nei racconti antichi e nella spiritualità, trasformandosi in una sorta di guida che conduce ognuno di noi attraverso una dimensione ultraterrena. I progetti sono caratterizzati da questa continua ricerca e sperimentazione, supportati da una singolare quanto coinvolgente tecnica pittorica fatta di leggeri strati di colore potentissimo.

I colori, intensi ed evocativi, ci trasmettono essenze e suoni di mondi lontanissimi.

I progetti e “le cinque tigri mistiche”

Non vogliamo anticiparvi troppo riguardo la mostra in corso, preferiamo raccontarvi ciò che ci ha trasmesso quest’esperienza, perché proprio di questo si tratta. Le cinque tigri mistiche sono, appunto, i felini posti a guardia dei quattro punti cardinali più uno al centro. La ricerca che Mario Vespasiani ha compiuto per la produzione di questo ciclo, lo ha portato a fondere lo spirituale all’esoterico, la leggenda ed il mito alla religione.

Ciò che possiamo dirvi è che ha fatto davvero un ottimo lavoro, ci siamo sentiti subito traslati nei dipinti, lo sguardo delle tigri dotate di quattro occhi ha spostato il nostro orizzonte visivo facendoci sentire in un limbo di sensazioni dimenticate e ricordi passati.

Tutto il percorso artistico di Mario Vespasiani è segnato da un filo conduttore che lo rende assolutamente autentico, lo si percepisce in ogni sua opera.

Osserviamo alcune opere del progetto “Lepanto”, delle pure visioni oniriche dal fondo del mare di navi che affondano. In “Famaeternitatis” l’autore ci propone degli alberi sospesi all’interno di leggerissimi strutture metalliche, vederle dal vivo stagliarsi su un cielo al tramonto dev’essere un’esperienza magica.

Il colore vibrante ed intenso, presente in tutte le opere dell’artista, esplode in milioni di sfumature nei cicli “Fly sky and air” e “Navi degli astri”.

Se siete curiosi e volete scoprire tutte le opere, fate un salto sul sito ufficiale dell’artista Mario Vespasiani (ben fatto e molto curato)!

In conclusione, quella passata nello spazio One Lab, è stata una delle più sorprendenti e stimolanti esperienze artistiche di Chelli llà. Se capitate nei paraggi di Ripatransone dovete assolutamente entrare e vedere con i vostri occhi.

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