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LE 6 FRASI PIU’ SENTITE SULL’ARTE CONTEMPORANEA E NON

Dopo aver scritto il nostro articolo 7 preconcetti sul restauro, se non l’avete letto fatelo (c’è da ridere), oggi vogliamo sfatare alcuni miti riguardo l’arte e soprattutto l’arte contemporanea. Avrete sentito milioni di luoghi comuni sull’arte e sugli artisti, noi ne abbiamo raccolti alcuni qui di seguito con il preciso intento di smontarli.

Tranquilli, non saremo troppo bacchettoni e speriamo di farvi fare anche quattro risate!

1. “Quello sono capace di farlo anch’io”

Senza ombra di dubbio questa è la regina delle frasi standard utilizzate davanti ad un’opera contemporanea. Dai ammettetelo, qualche volta lo avete detto anche voi, non siate timidi!

Se non si è abituati al confronto con l’arte contemporanea, quello nel titolo è il primo pensiero che viene in mente, seguito a ruota dalla celebre frase in “Tre uomini e una gamba”  di Aldo, Giovanni e Giacomo. I tre si trovano davanti alla “Gamba”, un’opera dell’inventato artista Garpez appartenente alla transavanguardia, Giovanni esclama: “il mio falegname con 30 mila lire la fa meglio, non ha neanche le unghie”.

Il bello è che è vero, saremmo tutti capaci di prendere una tela e riempirla di schizzi e gocce di colore (vedi Pollock), collegare una lampadina ad un limone (vedi Beuys) o soffiare in un palloncino (vedi Manzoni).

La differenza fra una tela squarciata e una tela squarciata da Fontana sta tutta nel motivo, nella ragione che ha portato l’artista a compiere quel gesto. L’oggetto su cui l’artista mette in pratica la sua idea, assume un valore inestimabile in quanto testimonianza del pensiero artistico.

2. “L’arte antica è bella da vedere, in quella di oggi non si capisce nulla”

Ricollegandoci al discorso del punto 1, l’arte che non viene compresa a pieno risulta molto spesso brutta. Dobbiamo anche dire però che alcune volte si confondono delle banalità orrende per oggetti d’arte.

Il succo di questo punto si potrebbe risolvere in una frase, gli artisti antichi e gli artisti moderni hanno cercato e cercano di fare la stessa cosa, far passare un messaggio attraverso la propria arte, cambiano soltanto i mezzi ma i fini sono identici.

L’arte in ogni tempo ha prodotto il gusto estetico delle civiltà, che si tratti di un monile, di un dipinto rupestre, di un monumento equestre o della Gioconda, ogni manufatto artistico ha il suo gusto estetico e il suo messaggio da trasmettere, bisogna solo imparare a comprenderli.

3. “Se ti chiami TIZIO basta buttare qualcosa a terra e diventa arte”

In alcuni casi è vero, in altri il “TIZIO” di turno si è visto gettare l’opera nella spazzatura. Il caso (ma ce ne sono stati molti simili) è avvenuto qualche anno fa e ne parlarono tutti, le addette alle pulizie del Museion di Bolzano, si trovano davanti ai resti di una festa (bottiglie a terra, bicchieri e ghirlande) e pensano bene di buttar via tutto, in realtà era l’installazione “Dove andiamo a ballare questa sera?” delle artiste Goldschmied & Chiari.

Scherzi e incidenti a parte, comprendiamo le povere addette male informate (può capitare).

Se ti chiami “Pinco Pallo da Rotterdam” e sei il più grande artista vivente sulla faccia della terra, non ti basterebbe comunque gettare per terra la prima cosa che ti trovi in tasca per farla diventare un’opera da qualche miliardo. Il perché è semplice, lo ripetiamo di nuovo, sta tutto nella motivazione del gesto. Se avete dubbi potete rileggere i punti 1 e 2.

4. “Chi spende milioni per quella robaccia è proprio stupido”

Questa frase l’abbiamo sentita parecchie volte, e dobbiamo dire che lo stupido è colui che la pronuncia, per vari motivi.

Se un miliardario spende un patrimonio per un’opera vuol dire che non solo lui ma molti altri le attribuiscono un valore, altrimenti non l’avrebbe comprata o l’avrebbe pagata poco. Se l’opera vale così tanti soldi, vuol dire anche che possiede un valore culturale ed artistico al di là della portata di chi pronuncia certi pensieri.

Per concludere ritornando al “dio denaro”, il ragionamento più semplice da capire è: se l’opera prodotta dall’artista è stata venduta al valore ipotetico di 1, rivenduta dal suo proprietario a 10, di nuovo ceduta a 100 e infine acquistata a 1000000; a quanto possiamo venderla ora?

5. “Fammi un bel quadro, fra qualche anno potrebbe valere qualcosa”

Forse non lo sapete, ma oltre ad essere due restauratori, siamo anche due pittori per passione e vi assicuriamo che decine di persone si presentano da noi ed esordiscono con questa frase.

Generalmente chi si presenta con questa frase, continua con: “tanto gli artisti fanno successo solo dopo morti”. Non vale sempre questa regola e non bisogna scandalizzarsi se quando lo si dice l’artista si tocca!

La televisione e le notizie shock dei tempi nostri fanno danni. Di tanto in tanto effettivamente si sente di fortunati che portano alla casa d’aste di turno la ciotola della nonna e viene fuori che è una porcellana della Dinastia Ming.

Non vogliamo spegnere il vostro entusiasmo, ma non correte a far valutare la vostra soffitta da un esperto perché difficilmente troverete qualcosa di valore (ma chi può dirlo). Lo stesso discorso vale se volete farvi fare un’opera da un pittore o scultore che conoscete, se non è quotato, se non è affermato, se non espone o non ha esposto, se insomma non è nel giro (come si dice), probabilmente le sue opere non varranno mai più di tanto.

Per non bruciarci del tutto possibili clienti (ridete pure), commissionate a chi volete un dipinto per il soggiorno, la statuetta per la nonna o il ritratto del vostro gatto, ma senza pensare che un giorno varrà qualcosa, se l’opera vi piace vale già qualcosa!

6. “Gli artisti sono tutti drogati”

Questo è un luogo comune accostato ad artisti, musicisti, filosofi e poeti vari; lascia il tempo che trova e non dovremmo neppure dargli troppo peso, però ci pesa un po’.

Come dice il vecchio detto: “non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”, l’artista “maledetto” che fa festini, vive di notte, beve e fa uso di droghe fa più notizia di quello che va a letto presto e al mattino lavora.

Le droghe o l’alcool non mettono in contatto con mondi o realtà parallele, per cui non è vero che servono ad “aprire la mente”. Nel mondo dell’arte, come in tutto il mondo, c’è chi ne fa uso ed è una scelta che avrà ponderato o meno, problemi suoi.

Messaggio per tutti quelli che pensano che nei vari licei artistici si faccia “giardinaggio”, vi comunichiamo che le droghe in commercio presso i licei artistici sono le stesse che si possono trovare in tutti gli altri licei.

Per concludere questa carrellata, ci teniamo a sottolineare che non sono stati maltrattati artisti o opere d’arte per la realizzazione di questo articolo. Non cercate, ripetiamo, non cercate di far fuori nessun artista per farlo diventare famoso, sicuramente preferirebbe vivere!

2 Comments

    • Chellillà says

      Sono frasi che tutti più o meno abbiamo detto quindi non ti preoccupare 😊

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