Arte, Mostre
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L’AFRICA DI SEBASTIAO SALGADO. UN REGALO ALLA CITTA’ DI REGGIO EMILIA


“Sono arrivato a sentire la più grande ammirazione per le persone che hanno rischiato tutto, inclusa la loro vita, per migliorare il loro destino”


E’ con questa frase che termina la mostra “Africa” di Sebastiao Salgado a Reggio Emilia.

Non una grande metropoli e non un grande museo dove esporre le sue fotografie ma semplicemente la voglia di “combattere il brutto con il bello”.

Sì perché, l’idea di combattere il brutto con il bello è venuta proprio a due ragazzi reggiani, sognatori convinti, consapevoli del fatto che per realizzarlo non serviva altro che continuare a crederci fino alla fine.

I due fautori della mostra si sono detti: “L’arte, la cultura, la bellezza sono strumenti importanti anche di riqualificazione. Un giorno ci siamo messi in testa, quasi un anno fa, che potevamo provare a portare in questo quartiere, nella nostra città, una bella mostra fotografica e dato che sognare non costa nulla, abbiamo deciso di desiderare una mostra di Sebastiao Salgado.”

E ce l’hanno fatta.

Il tutto nasce da una telefonata tra Italia e Brasile in cui i due volontari spiegano il loro progetto a Salgado in persona, la risposta del fotografo è stata: “Sono qui, come posso aiutarvi?”

Beh, l’ha fatto concedendo gratuitamente all’associazione Binario 49, in Via Turri a Reggio Emilia, una mostra inedita per l’Italia.

La particolarità di questo spazio però è che è letteralmente “un posto in mezzo al nulla”, vicino alla stazione e nel quartiere delle case popolari, posto famoso per il massimo degradato della città.

Com’è strutturata la mostra

La mostra, essendo ideata da due associazioni, ovvero ICS e Casa D’Altri e collocate in punti opposti della città, è divisa in due sedi.

Si dovrebbe cominciare dal Cafè letterario Binario 49, in via Turri, in cui sono esposte le foto che Salgado realizza tra il 1974 e il 2005 nel sud del continente africano

Poi si dovrebbe proseguire allo Spazio Gerra, in via XXV Aprile, in cui si possono ammirare gli scatti di un reportage durato dal 1973 al 2006 nelle regioni dei grandi laghi.

Entrambe le mostre sono gratuite ma, ovviamente, chi vuole può offrire un piccolo contributo per aiutare questi spazi a donare ancora arte e bellezza a costo zero.

Inaugurata il 9 Febbraio “Africa” rimarrà a Reggio Emilia solo fino al 24 Marzo e la si può visitare dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Potete trovare qualche info a questo link.

L’obbligo di andare a vederla

L’ Africa è sempre stata una terra magica e misteriosa, un luogo che ha sempre risvegliato la curiosità di chi vi è approdato, ma purtroppo anche della sua avidità.

Gli europei per primi, hanno inflitto le maggiori ferite a questa terra, sfruttandone le risorse, schiavizzando le popolazioni indigene e lasciando i superstiti senza niente.

Per non parlare delle guerre che costantemente divorano ancora di più il continente.

Crediamo che sia d’obbligo andare a vedere questa mostra, nonostante a tratti sia forte e cruda, perché in questo momento in cui si fomenta la paura folle dello straniero, queste foto possono aiutare ad allargare i nostri limiti.

In un momento in cui i politici per primi ci fanno credere che “loro”, gli “altri”, sono solo “migranti” e “illegali”, gli stessi politici che sono capaci di lasciarli a bordi delle navi per giorni al freddo, queste immagini possono aiutarci a recuperare un senso di umanità.

E’ necessario vedere “Africa”, per poterci vergognare di quello che semplicemente pensiamo di questa gente e allo stesso tempo serve a contrastare quel razzismo che dilaga in ogni dove.

Serve per capire e per renderci conto di quanto diamo per scontato molte cose che scontate non sono.

Sicuramente è una mostra forte che non nasconde la cose “scomode” ma ve lo diciamo con il cuore, andate a vederla.

Aiuto chi osa andare controcorrente

Riportiamo qui l’intervista fatta a Sebastiao Salgado raccolta da Michele Smargiassi per Repubblica.

Un regalo “per questi amici che non ho mai incontrato”. Per lui, l’Omero dei migranti, il viaggiatore incantato nella Genesi, è stata una cosa naturale. “Un amico mi ha messo in contatto con quei ragazzi. li ho ascoltati. stanno facendo una cosa molto importante, molto umana. Dovevo aiutarli. Voi dovete aiutarli”.

Noi giornalisti?

“Vi italiani. Quello che sta succedendo ai nostri due paesi è molto simile. Qui la vittoria di Bolsonaro è una minaccia per gli indios, i neri, la povera gente. da voi crescono la paura e l’ostilità verso i migranti. Chi lavora controcorrente deve essere aiutato”.

La sua mostra può farlo?

“Ho scelto la mostra sull’Africa non solo perchè in Italia nessuno l’ ha ancora vista. Ma perchè spero possa far vedere agli italiani cosa c’è alla radice delle migrazioni che li spaventano. Che cosa è stata in questi decenni la sofferenza assoluta di un continente derubato, perchè queste persone sono costrette ad abbandonarlo, prendendosi enormi rischi, giocandosi la loro stessa vita”.

Crede sia possibile recuperare un senso di umanità attraverso le immagini?

“Credo che sia necessario recuperarlo dentro le persone. Non esiste “un essere umano italiano” esistono gli esseri umani. Noi brasiliani, chi siamo? Italiani, portoghesi, nativi, tedeschi, polacchi, africani. Voi italiani, chi siete? Figli di popoli che arrivarono, figli di migranti che partirono. Com’è possibile dimenticare tutto questo?”.

Non sembra il momento migliore per ricordarlo alla gente.

“Nulla è statico nel mondo. Siamo governati da politici ostili, ma non durerà. Non c’è una legge biologica che ci faccia razzisti. Le cose cambiano, perchè al fondo ci sono sentimenti che sopravvivono alla paura del momento. Non opprimere l’altro, non rubare, non odiare. La prova sono questi ragazzi di Reggio. Seri, onesti, nonostante tutto”.

Dopo tutto quello che ha visto, in Africa e nel mondo, lei è ottimista dell’uomo??

“In Brasile c’è un proverbio: Non c’è male che duri per sempre, nè bene che non finisca mai. E’ come un’altalena. Dipende dalla spinta che diamo noi”

Sei alla scoperta dell’arte moderna e non sai da dove cominciare?

Leggi qua.

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