Arte, Mostre
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ART CITY BOLOGNA 2019. LE 4 OPERE CHE ABBIAMO VISTO

La settimana scorsa si è concluso a Bologna uno dei week end più attesi dell’anno, almeno da parte di tutti gli appassionati di arte, ART CITY Bologna.

Un programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali nel cuore di Bologna, promosso dal Comune in collaborazione con BolognaFiere in occasione di ArteFiera, si è svolto dal 1 al 3 febbraio 2019.

ART CITY Bologna è stata coordinata dall’Istituzione Bologna Musei sotto la guida di Lorenzo Baldi, direttore artistico del MAMbo.

L’obiettivo era, ed è sempre, quello di offrire una programmazione culturale di “supporto e affiancamento” ad ArteFiera.

A noi piace quasi di più di ArteFiera stessa, in effetti.

Voi siete dello stesso parere?

Ovviamente non siamo riusciti a vedere tutte le installazioni e le mostre allestite proprio per questo evento (peccato!) perchè ce ne sono davvero tantissime ma….

per distinguerci anche un po’ dai milioni di articoli solo su ArteFiera, vi vogliamo far conoscere quelle (poche) installazioni che abbiamo visto ad ART CITY Bologna!!

Eduard Habicher. Uni-verso 

Posizionata nel Cortile d’Onore a Palazzo d’Accursio, il colore rosso fuoco della struttura emanava una grande forza ed energia.

Le linee sinuose e delicate dell’opera accolgono il visitatore al suo interno in modo delicato e naturale ma allo stesso tempo lo lasciano libero di girarci attorno ed entrare nello spaio aperto.

Tipico dell’artista realizzare lavori appositamente pensati per spazi pubblici e privati, quest’opera è un Uni-verso che si apre al mondo.

Massimo Kaufmann. Mille Fiate

Sempre a Palazzo d’Accursio ma in una delle sue splendide sale, in questo caso la Sala Farnese, ci ha accolti la coloratissima installazione Mille Fiate di Kaufmann.

Otto opere estremamente contemporanee nello stile (tutte olio su tela) dialogano in perfetta armonia con gli affreschi del XVII secolo.

Kaufmann rappresenta il ritmo del caos e delle cose informi attraverso grandi tele riempite di colore, dove l’occhio si perde e allo stesso tempo “trova”.

Ciò che non si vede, ma che si percepisce, non diventa qui un’assenza ma semplicemente un qualcosa di immateriale.

Leandro Erlich. Collection de Nuages

Da palazzo d’Accursio ci siamo diretti all’Oratorio di San Filippo Neri in cui sapevamo di trovare qualcosa di “leggero e sospeso”.

Sì, perchè lo spazio sacro dell’Oratorio ospitava tre imponenti vetrine al cui interno si stagliavano nuvole immobili.

Chi non ha mai giocato con le nuvole??

Erlich vuole catturare l’intangibile e sfidare quelle che sono le leggi della fisica e lo fa materializzando quello che è per natura non-materia. E quasi riesce a farcele toccare.

Rob Chavasse. Shutter

Ormai a giornata finita, ci dirigiamo verso la stazione e in Via Indipendenza ci imbattiamo nell’ultima mostra di TRIPLA, sede fondata nel 2016 che ha ospitato mostre personali di artisti italiani e non.

Shutter è un murales stampato direttamente sulle tre pareti di TRIPLA con una pistola a getto d’inchiostro.

Questa pistola, originariamente destinata a scopi commerciali, è di solito utilizzata per stampare su profilati metallici e tubi, crea delle strisce d’immagine.

Qui l’artista si impossessa delle funzionalità della macchina “hackerandola” e la trasforma nello strumento della sua arte, creando immagini di grandi dimensioni.

La natura effimera del murales rispecchia in questo specifico caso la presenza temporanea di Tripla in Via Indipendenza.

Queste sono le quattro opere che siamo riusciti a vedere durante una delle giornate di ART CITY Bologna. Se ti piacciono le opere contemporanee come queste ti consigliamo di leggere anche questo articolo. E la sua seconda parte.

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