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I 7 PRECONCETTI CHE LA GENTE COMUNE HA SUI RESTAURATORI

Come ben sapete sia io che Gioele siamo restauratori e in molte situazioni ci è capitato di sentire “idee” , strane e assurde e a tratti anche divertenti, che la gente ha del restauratore.

Dato che in tanti non conoscono bene questo mestiere e in tanti hanno un’idea completamente sbagliata sul restauro, abbiamo deciso di scrivere questo articolo per far cadere alcuni dei più grandi preconcetti che le persone hanno su di noi e sul nostro lavoro.

D’altronde siamo stanchi di essere paragonati a dei pittori o a dei semplici artigiani….ahahah.

1. Il restauratore NON è un pittore

Avete ragione anche voi a pensare che il restauratore sia un pittore. Quando scrivete la parola “Restauro” su Google immagini vengono solo fuori foto di restauratori con il pennellino in mano.

Come se noi facessimo solo questo…

Ma mi spiace deludervi, noi NON siamo pittori.

Probabilmente questo falso mito deriva anche dal fatto che lavorando a stretto contatto con le opere d’arte e avendo il permesso di “maneggiarle” , cosa che ai comuni mortali non è concesso, automaticamente finiamo nella cerchia dei pittori.

Per non parlare inoltre del fatto che nel passato (purtroppo recente) il restauro era più una sorta di “rifacimento” che di “salvaguardia” del manufatto, e che quindi era più simile al lavoro di pittore che di restauratore.

Il pittore è colui che esprime il proprio stato d’animo, la propria arte, il proprio pensiero, ecc… attraverso le più svariate tecniche artistiche.

Il restauratore – un momento, precisiamo – il Bravo restauratore, è colui che invece attraverso le sue conoscenze e la sua manualità riesce a ridare vita ad un oggetto dimenticato o danneggiato, ricordandosi sempre, sopratutto nella fase del ritocco pittorico, di non immedesimarsi nell’autore.

Perciò noi non proviamo ad inventare cose secondo il tratto pittorico dell’artista, ma al contrario ne abbiamo grande rispetto e per questo restiamo sempre un “passo indietro”, senza creare nulla di nuovo.

2. Il restauratore NON prende un sacco di soldi

Anche questa cosa, noi non l’abbiamo mai capita. Da quando il restauratore prende uno stipendio pari a quello di Brad Pitt?? Magari!!

Credeteci, di restauratori ricchi ce ne sono ben pochi.

Il lavoro del restauratore viene, purtroppo, considerato come quello di un semplice artigiano (non abbiamo nulla contro gli artigiani) quando oggi, il restauratore non solo deve avere conoscenze approfondite sulle tecniche e i materiali artistici e di restauro, ma deve obbligatoriamente avere anche conoscenze chimiche, fisiche, diagnostiche.

Inoltre, Il fatto che lavoriamo anche su opere che possiedono un valore, sia economico che culturale enorme, non ci garantisce una retribuzione proporzionata a quel valore.

Poi, anche se si fa sempre un preventivo dei costi e dei tempi di lavorazione, nel restauro capita al 99% dei casi che solo lavorandoci si capiscono effettivamente le problematiche e le vere tempistiche dell’intervento.

Questo non è dato dalla poca bravura del restauratore, ma dal fatto che, ad esempio, ci chiedono di fare dei preventivi semplicemente guardando l’opera che è appesa a 5 metri da terra nella cappella più buia della chiesa.

Ma ormai il progetto è approvato e il restauratore si trova di solito a fare molta beneficenza.

Spesso, quando si riesce a progettare e preventivare correttamente interventi e costi, ci si trova davanti alla mancanza di fondi, perciò bisogna adeguarsi.

3. Il restauratore NON è un semplice artigiano.

Come abbiamo detto prima non abbiamo nulla contro i semplici artigiani, anche noi in parte lo siamo.

Ma non siamo solo quello.

Siamo un po’ storici, un po’ scienziati, un po’ diagnosti e biologi, un po’ alchimisti a volte e forse anche un po’ matti.

Scherziamo, ma in fondo non così tanto perché il nostro mestiere deve abbracciare inevitabilmente più conoscenze.

Come possiamo cercare di restaurare un dipinto, ad esempio, se non conosciamo le tecniche pittoriche e i materiali utilizzati nell’epoca del quadro? Come facciamo ad usare solventi chimici, se non conosciamo tutti i pro e i contro che possono avere su determinati materiali? Come facciamo ad usare le foto diagnostiche se alla fine non sappiamo “leggerle”?

Con questo non vogliamo dire che sappiamo fare tutto, assolutamente. Se si ha la fortuna e la disponibilità di avere sempre con sè uno storico, un chimico, un diagnosta, ecc… noi ci facciamo aiutare ben volentieri e il confronto con queste persone è essenziale.

Ma in molti casi non si ha la possibilità di avere sempre sotto mano uno storico, un chimico, un diagnosta…. e quindi ” ci si arrangia” con le conoscenze che abbiamo acquisito in anni di studio ed esperienza.

4. Il restauro NON è un mestiere per tutti

Con la frase “non è un mestiere per tutti” intendiamo dire che se trovate nella cantina di vostra nonna un vecchio quadro che potrebbe proprio star bene nel vostro nuovo salotto…. non vi deve balenare neanche per un secondo l’idea che possiate pulirlo come pulite il lavabo della vostra cucina.

Capita molto spesso, soprattutto nei laboratori privati, che arrivino clienti con il loro quadro in mano chiedendo disperatamente di riparare al danno che hanno fatto.

Capita inoltre il “finto tonto”, ovvero il cliente che prima danneggia e poi vorrebbe farsi “riparare” il danno omettendo le loro colpe, come se non ci accorgessimo della “strisciata” tipica di una spugna passata sulla superficie o il degrado tipico di una pulitura fatta con materiali non adeguati…

Ma a parte questa polemica gratuita, dovete capire che quando arrivano situazioni del genere, anche per noi il lavoro si complica e quindi sarebbe stato molto più facile trattare un quadro sporco che un quadro pulito con i detersivi di oggi, o con della semplice acqua, all’apparenza innocua ma in alcuni casi micidiale.

Quindi… non provate a fare i restauratori.

5. Il restauro NON fa tornare nuove le cose

Sentiamo tanta gente che porta a far restaurare il proprio oggetto (arredo, quadro, statua) dall’enorme valore affettivo, e si aspettano che questo torni come quando era stato appena fatto.

Ragazzi, vi svelo un segreto! NON siamo dei maghi!!

Se ci chiedono di far tornare bianco un bianco acrilico che ha preso polvere e si è alterato cromaticamente, noi non possiamo farlo. L’acrilico ha una composizione chimica tale per cui le particelle di sporco che si depositano sulla superficie, in parte vengono assorbite e quindi non c’è molto da fare.

Altro esempio: se ci arriva una tavola del ‘300, non possiamo farla tornare bella lucente come appena dipinta. Colori miscelati al rosso d’uovo e magari trattati in seguito con altre sostanze da restauri successivi, è già un miracolo che arrivino fino a noi.

Bisogna inoltra considerare la patina lasciata dal tempo sull’opera che non può e non deve essere rimossa, ma conservata.

Ogni opera è diversa e ognuna ha le sue problematiche ma in generale, anche da un punto di vista etico, non è giusto riportare un’ opera esattamente a come era nel momento della sua creazione.

6. I restauri NON sono tutti uguali

Come accennavamo poco fa ogni opera è diversa e ogni opera ha le sue problematiche ed è per questo che dobbiamo trattare ogni opera come un “unicum“, esattamente come fa il medico con i suoi pazienti.

Quindi, per chi pensa che il restauro sia un lavoro fatto di fasi tutte uguali e svolte tutte nello stesso ordine, beh… si sbaglia di grosso.

Il tipo d’ intervento cambia in base ai materiali, in base all’epoca del manufatto, in base alla tecnica esecutiva e in base alla storia del manufatto.

Una delle cose belle del nostre mestiere è, al contrario, l’ unicità di ogni singolo intervento.

7. Il restauratore NON è paziente come sembra

La maggior parte delle persone è convinta che per fare questo mestiere sia necessaria molta pazienza.

In effetti è vero, non tutti sono in grado di eseguire il ritocco pittorico per mesi o passare due settimane a fare solo delle stuccature.

Ma ci avete mai visto fuori dal laboratorio!? Alcune volte ci capita di sbottare a caso, provate a chiedere alle cassiere dei supermercati nei pressi dei nostri laboratori!

Scherziamo, ma con questo vogliamo solo dire che anche noi abbiamo dei momenti in cui la pazienza sembra essere l’ultima delle nostre virtù, come tutte le persone.

6 Comments

    • Chellillà says

      La passione e tanta tanta pazienza! ahahahahah 😀

  1. Lucia says

    E soprattutto non esistono solo restauratori di dipinti……

    • Chellillà says

      Esattamente, o di mobili “vecchi” come molti pensano…

  2. donatella vicentini says

    Pazienza,passione,precisione. Pittore …perchè usiamo i pennelli ma non dipingiamo non siamo artisti e non possiamo improvvisare, ne imbianchiamo muri e pareti .Ogni operazione di restauro viene prima programmata- studiata-valutata caso per caso con ricerche storiche sulla provenienza sulla data di esecuzione e sull’autore ecc.. e supportata dall’ausilio delle tecnologie per studiare il materiale: il supporto il colore,le muffe,gli insetti i danni subiti……… .E poi si ricompone il tutto come per magia.

    • Chellillà says

      Purtroppo esiste un mondo vastissimo che è il restauro ma in pochi lo conoscono!

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